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Cosa non perdersi a Venezia nell’estate 2021

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Avete già programmato una visita a Venezia? Che si tratti della prima breve gita fuori porta dopo mesi di chiusure e coprifuoco, che sia la prima mini vacanza estiva, Venezia è sempre una buona idea. Dal 22 maggio e fino al 21 novembre 2021 è aperta la Biennale di Architettura con il titolo è “How will we live together”. “In un contesto di divisioni politiche acutizzate e disuguaglianze economiche crescenti, chiediamo agli architetti di immaginare spazi in cui possiamo vivere generosamente insieme”, ha commentato Hashim Sarkis curatore della mosta, architetto, docente e ricercatore. Il quesito è: come vivremo insieme? Quale sarà il rapporto degli esseri umani tra loro, con la natura, con gli altri popoli, con altre culture? La risposta arriva da 112 partecipanti provenienti da 46 Paesi con una maggiore rappresentanza da Africa, America Latina e Asia e con un’ampia rappresentanza femminile.

 

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Il padiglione dell’Uzbekistan, alla sua prima apparizione in Biennale, ha già raccolto tante critiche positive. Il progetto, che è tra i più interessanti di questa edizione, conduce il visitatore nella storia della Mahalla, abitazione tradizionale di origini persiane, poi adottata dalla religione musulmana e infine diventato un modello ammirato dal governo sovietico. Il racconto permette di portare l’attenzione sul tema dell’abitazione uzbeka, senza ricadere nell’estetica folcloristica, ma piuttosto presentando a Venezia un’astrazione minimale di 300 metri quadri, in cui il segno giallo, quasi l’outline dell’architettura, si riferisce alle tipiche tubature del gas.

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Il padiglione dell’Argentina rimanda nel colore a Casa Rosada, il parlamento di Buenos Aires, e, nel tema dell’infinito, rimanda a Borges; rappresenta una sequenza di stanze che raccontano la casa tradizionale basata su un modulo regolare da duplicare e ampliare appunto all’infinito raggiungendo e inglobando idealmente il mondo intero. La Danimarca si presenta invece in veste green in un percorso di uso e riuso “circolare”. L’acqua piovana viene raccolta e serve ad irrigare le piante aromatiche che rivestono le pareti; le erbe vengono poi essiccate e usate per le tisane offerte ai visitatori che si potranno accomodare servendosi di una piattaforma galleggiante su uno specchio d’acqua.

 

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Spostandosi dalla Biennale, a Palazzo Mora è possibile visitare “When Art meets Architecture” nel contesto della rassegna “Time Space Existence”. Si tratta di una mostra che vede coinvolti architetti, artisti e designer con altrettanti progetti dedicati a sostenibilità e inclusione. La mostra concatena arte e architettura attraverso 12 idee che propongono la ricerca di una nuova concezione spaziale, emotiva e relazionale, ponendo l’attenzione su varie tematiche ma tenendo il tema della crisi ambientale come fulcro delle diverse proposte.

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Passeggiando per Venezia verrebbe anche da riscoprire le architetture di Carlo Scarpa andando magari a ricalcare l’esatto punto di vista che il fotografo Lorenzo Pennati ha documentato in una recente raccolta di immagini dedicata al grande maestro italiano proponendo inedite inquadrature e dettagli; “Oltre la materia” è un lavoro di ricerca e dialogo durato due anni ed è accompagnato dai testi di Patrizia Piccinini.

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Volendo soggiornare a Venezia, perché non provare il grazioso Hotel Il Palazzo Experimental, nel cuore di Dorsoduro, il quartiere (sestriere per i Veneziani) dei musei e delle università. L’hotel è affacciato sul canale della Giudecca ed è una piccola bomboniera con 32 stanze e un giardino sul retro affacciato sul tranquillo canale di Ognissanti. Il design è curato in ogni dettaglio dallo studio parigino Chzon mentre il cocktail club è stato affidato alla creativa milanese Cristina Celestino che in questo progetto scrive una lettera d’amore alla città di Venezia e a Carlo Scarpa, combinando marmi, marmorino e specchi. Insomma un concentrato di riferimenti allo stile classico veneziano, condito da qualche elemento pop, quasi una lezione di design e architettura, nel caso la Biennale e le altre mostre non vi fossero bastate.

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