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Una travel designer ci suggerisce i luoghi più originali in cui dormire

Progettare un viaggio, quasi come progettare una casa, significa avere in mente l’obiettivo e le necessità del cliente costruendo un itinerario in cui riesca ad identificarsi e a stare bene. Valeria Salvai, Travel Designer e Travel Coach, costruisce itinerari su misura, offre consulenza a chi vuole viaggiare per riscoprire se stesso ed il suo motto è “viaggiare è sempre una buona soluzione”.

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“Sono convinta che il viaggio sia un potente strumento di arricchimento e crescita personale; proprio perché «non si torna mai da un viaggio come si è partiti» e nel bagaglio, oltre ai souvenir, si portano a casa risorse, emozioni e consapevolezze nuove e differenti”. Valeria, che introduce così il suo modo di progettare i viaggi, predilige soprattutto i programmi itineranti, on the road, che permettono un forte contatto con le culture locali, facendo esperienza di situazioni originali per poi suggerirle ai suoi clienti.

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Valeria ama i deserti e il souk, i mercati, l’Africa, l’America Latina e le atmosfere medio-orientali; le abbiamo chiesto quali sono i posti più attraenti, magici, originali in cui abbia dormito. Le sue suggestioni ci permettono di fare il giro del mondo e così scopriamo che in Spagna ha avuto l’opportunità di dormire nella Casa del Desierto originariamente costruita da un brand che produce vetro per raccontare e dimostrare le performance del materiale nel mezzo di un ambiente soleggiato e arido; si trattava quasi di un’installazione artistica che in realtà conteneva un alloggio ben attrezzato e dotato di ogni comfort.

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In un hotel di lusso o in una casa sull’albero, una travel designer come Valeria cerca soprattutto le tradizioni locali, la cultura del luogo, la magia degli incontri con il paesaggio e con le persone che lo vivono. In Iran, non lontano da Yazd, ha scelto di dormire in un caravanserraglio del sedicesimo secolo, antico posto di sosta delle carovane che si muovevano sulla via della seta. La muraglia esterna, che fungeva da fortificazione, racchiude una serie di stanze che si affacciano su un porticato che guarda una corte interna; un luogo in cui l’originaria struttura è conservata preziosamente e che affascina per la sua storia.

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A Dambulla, in Sri Lanka, Valeria ha soggiornato in un hotel completamente integrato nel contesto paesaggistico. Heritance Kandalama si trova all’interno di edifico molto discreto, che rappresenta la perfetta unione tra natura e architettura; il progetto è firmato da Geoffrey Bawa architetto che disegna strutture integrate con il contesto, che non si impongono con la loro forma, anzi piuttosto cercano di mimetizzarsi. La sua architettura abbatte le barriere tra interno ed esterno instaurando un dialogo tra edificio e paesaggio.

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In Namibia invece la travel designer ci consiglia di alloggiare all’interno della struttura Fish River Lodge che si affaccia su un canyon con un impatto panoramico molto esclusivo. Di questo hotel ci racconta tanto la particolarità architettonica, quanto l’ospitalità, la degustazione di vini e qualche dettaglio come la presenza degli alberi Faretra che venivano usati dai boscimani proprio per la costruzione delle faretre per le frecce. Sulla pagina Mente in Viaggio trovate tanti dettagli, curiosità e consigli che Valeria propone dopo aver provato in prima persona.

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