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Omaggio al maestro Umberto Riva

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Maestro della luce e architetto dotato di una creatività trasversale, Umberto Riva, nato a Milano nel 1928, dal 1960 si è occupato di progettazione. Allievo di Franco Albini e Carlo Scarpa, Riva ha indagato i più diversi ambiti disciplinari: dagli spazi urbani agli edifici, dal paesaggio agli interni, dall’allestimento al design di lampade e mobili. Casa Frea, a Milano, è considerato uno dei suoi capolavori, ma tra le sue realizzazioni più importanti ci sono anche il restauro dello storico Caffè Pedrocchi di Padova, il progetto per la sistemazione del viale del Ministero degli Esteri e di Piazza della Farnesina a Roma, la Biblioteca Europea di Porta Vittoria a Milano e una lunga serie di case, oltre a vari progetti di lampade e arredi per i più importanti brand del design italiano. Riva ha conservato, nella sua carriera professionale, una dimensione artigianale del fare architettura e del fare design; i suoi progetti infatti nascono “disegnati”, utilizzando schizzi a matita che evidenziano ed esaltano una ricerca pura e poetica.

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Umberto Riva è sempre stato appassionato di arte pittorica e la sua creatività è stata trasportata da un’arte all’altra. Tacchini si è occupata di valorizzare il pensiero di Umberto Riva inserendo nel proprio catalogo diverse realizzazioni del maestro. “Narciso” è un’opera contemporanea, sintesi perfetta di arte pittorica, design e artigianalità; il tappeto del 2019 è ispirato all’omonimo dipinto del 1994 ed intreccia geometrie e colori in un soggetto astratto di sottile eleganza, dai delicati toni pastello, che sembra rappresentare una riflessione sulla bellezza e il suo valore, riflesso di verità e illusione.

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I dipinti di Umberto Riva ritraggono soggetti astratti, collage di linee, spazi e campiture di colore. I tappeti “Rituale” e “Nello Spazio” sono anch’essi ispirati alle omonime opere pittoriche in cui si intrecciano soggetti astratti di delicata bellezza. Il processo di lavorazione dei tappeti, fatti completamente a mano in Nepal, seguendo un processo di annodatura della lana himalayana antichissimo e complesso, rispecchia la poetica di Umberto Riva che mescola artigianalità e design.

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Con il nome “E63”, oggi viene rieditata questa lampada che è nata nel 1963. In una sigla alfanumerica, si racchiude la complessità intellettuale del suo progettista, Umberto Riva: un po’ architetto, un po’ designer, un po’ artista, un po’ addomesticatore della luce. La lampada da tavolo è realizzata in metallo, materia che esalta la compostezza e l’esattezza delle linee che la definiscono. “Originariamente questa lampada doveva essere fatta a stampo in materia plastica, adottando invece il metallo, ne ha acquistato in asciuttezza di forme; pensi  all’esattezza degli spigoli, alla tensione che si ottiene con questi materiali rigidi e che non avrei ottenuto con la materia plastica” racconta proprio Umberto Riva in un’intervista.

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La lampada “A.D.A”, nasce nel 2020 ed è il risultato dell’ultima collaborazione tra Umberto Riva e Tacchini; la sua forma è semplice, composta da due elementi troncoconici ed un piatto che li unisce, mentre la sua forza è data dalla vetroresina che, colorata in pasta e illuminata dall’interno verso l’esterno, rimane traslucida e lascia intravedere le fibre di cui è composta, dando così consistenza alla luce. Ada è il nome femminile simmetrico più corto, composto di due “A”, così come la lampada si compone di due strutture geometriche coniche che richiamano la stessa lettera.

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