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OH WORKING RACCONTATO DA BEATRICE VILLATA

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Beatrice Villata si occupa di progetti di design d’interni e decorazione, iniziando la carriera a Parigi per poi spostarsi in Svizzera ed infine aprire il proprio studio professionale a Milano, mantenendo collaborazioni internazionali che le permettono di dedicarsi a progetti di residenze private, spazi pubblici, hotellerie e real estate, sia in Italia che all’estero, soprattutto in Francia. Lo spirito cosmopolita e le sue radici si esprimono in tutti i progetti di architettura d’interni; il focus progettuale è il dettaglio, con una ricerca continua di soluzioni accurate e una particolare attenzione all’ambito della sostenibilità, il tutto rivolto all’ascolto del cliente. Il progetto è un racconto unico, cucito come un abito sartoriale, sia nei progetti complessi e declinati che in quelli singoli.

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Photo credits: Federico Villa

“OH Working” è uno spazio dedicato alla collettività, come hai risposto alle esigenze di più persone?

L’iter concettuale parte dallo studio della cultura, delle peculiarità e dei materiali locali, per creare legame con il contesto e intercultura progettuale al contempo. OH Working è stato un progetto complesso, nato dall’esigenza del cliente di creare uno spazio di lavoro condiviso, quindi un luogo che rispondesse alle esigenze di molti, ma con un forte carattere di unicità. Trattandosi di un coworking di medie dimensioni, la richiesta iniziale era quella di avere un luogo unico in cui gli utenti finali si sentissero accolti e potessero ricreare la loro personale e intima zona lavorativa. Aree informali si alternano a sale riunioni o aree di conversazione, come i phone boot. L’area relax crea una sorta di “bussola” tra la reception d’ingresso e le zone aperte.

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Photo credits: Federico Villa

Questo spazio raccoglie anche qualche aggiustamento progettuale dovuto alle necessità lavorative post-pandemiche?

Il continuo modificarsi delle necessità lavorative, in particolare dopo il periodo pandemico, ha fatto sì che anche il progetto iniziale (che avrebbe dovuto essere inaugurato a marzo 2020!) subisse modifiche e adattamenti dovuti alle nuove esigenze di condivisione degli spazi e, soprattutto, alle nuove tipologie di richieste. Lo spazio si articola in più zone, nelle quali si trovano aree con funzioni diversificate. Dagli ambienti più piccoli e privati, a quelli più ampi e di condivisione in open space, il tutto però garantendo distanze e spazi adeguati.

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Photo credits: Federico Villa

Gli arredi, i materiali e le finiture sono parte integrante dei tuoi progetti, come li hai selezionati in “OH Working”?

Gli arredi sono stati selezionati facendo particolare attenzione ai materiali, che fossero tecnici e di qualità, per garantire confort anche acustico, aspetto delicato negli open space. Si è privilegiata la selezione di marchi e produttori italiani, che utilizzassero materie prime locali. La reception è invece caratterizzata da un arredo su misura, che vede una boiserie in rovere, di cui è stata scelta la fiamma di legno più indicata, con davanti un bancone realizzato in resina decorativa. Questa resina è stata studiata e campionata con uno degli artigiani coi quali collaboro più spesso. Dopo prove materiche, di texture, di spatole e di colore, si è arrivati al risultato desiderato. Tutto questo grazie anche all’attenzione dedicata dagli artigiani con i quali ho instaurato collaborazioni durature.

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Photo credits: Federico Villa

La componente grafica è un altro elemento significativo di un progetto per uno spazio pubblico, come l’hai sviluppata?

Abbiamo lavorato a quattro mani, fin dal principio, con lo studio grafico LS Graphic Design per creare la segnaletica dello spazio, come le serigrafie sulle pareti vetrate. La segnaletica nei progetti di spazi condivisi, siano essi uffici, hotel o ristoranti, è una parte fondamentale del lavoro. In questo progetto, la selezione delle cromie allinea la funzionalità degli spazi alla comunicazione: toni di verdi e di blu, che inducono all’armonia e all’equilibrio, per un perfetto benessere lavorativo, si ritrovano all’interno degli spazi su pareti, tendaggi e materiali fonoassorbenti, così come sul logo e sulla comunicazione istituzionale. Il bilanciamento di tutte queste componenti, insieme alla luce crea un unisono tra architettura, comunicazione visiva e funzionalità pratiche dello spazio.

 

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