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cinque piscine iconiche

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La piscina ha rappresentato oltre che un semplice elemento funzionale ed architettonico, una sorta di status symbol identificato, nelle diverse epoche, in riferimenti differenti. Tra le piscine californiane rappresentate nel mondo dell’arte e realizzate in architettura, tra le strutture private e pubbliche che hanno raccontato la maestosità della Milano anni ’30 fino ai fotografi contemporanei, proviamo a tracciare una breve lista di icone.

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Photo credit: https://www.hockney.com/home

David Hockney, artista britannico esponente della cultura pop è noto soprattutto per le opere che ritraggono ville e piscine di Los Angeles; l’opera “A bigger splash” del 1967 rimanda ad un’idea di ricchezza e piaceri che immaginiamo senza vederne i protagonisti; l’opera infatti accenna alla presenza umana attraverso l’acqua che sprizza dalla piscina, tuttavia rappresenta solo gli elementi architettonici in una sintesi di pochi elementi e colori, lasciando spazio alla fantasia di ognuno.

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Photo credit: https://stahlhouse.com/

Sempre in California, Stahl House, realizzata nel 1959 da Pierre Koenig sulle colline di Los Angeles, resta ancor oggi tra le icone dell’architettura modernista del ‘900. La casa presenta un impianto ad “L” che si sviluppa attorno alla piscina e si apre verso la città, in un panorama mozzafiato. La struttura moderna e leggera, in ferro e vetro, sembra galleggiare su quel filo d’acqua della piscina. Le foto della casa, scattate da Julius Shulman nel 1960, fanno presto il giro del mondo e decretano anch’esse la popolarità del progetto, alimentando la fantasia di diverse generazioni e facendola diventare il set perfetto per film e campagne pubblicitarie.

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Villa Necchi Campiglio è una residenza circondata da un silenzioso giardino nel centro di Milano in cui l’architetto Piero Portaluppi, nei primi anni ’30, ha espresso il meglio delle sue innovazioni su incarico dei coniugi Necchi Campiglio, esponenti dell’alta borghesia industriale lombarda. Il lavoro fu commissionato senza limiti di budget, gli spazi vennero concepiti per padroni di casa operosi e capaci di godersi il tempo libero. Gli ambienti traducono l’idea di comfort ed efficienza e la casa, per una serie di caratteristiche architettoniche e tecnologiche, divenne una delle residenze simbolo dell’epoca per lusso e modernità; tra questi lussi c’è anche il fatto di essere la prima dimora privata milanese dotata di piscina oltre che di casa del custode, serra, campo da tennis, ascensori, montavivande, porte blindate scorrevoli. La villa viene oggi utilizzata per varie presentazioni e sfilate; nel 2009, è stato girato qui il film “Io sono l’amore” di Luca Guadagnino con protagonista Tilda Swinton.

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Photo credit: https://amdlcircle.com/progetto/?id=1948

Tra le piscine pubbliche, i Bagni Misteriosi costituiscono un importante patrimonio milanese degli anni ’30 (insieme al Lido, alla Ponzio e alla Cozzi). Il quartiere in cui sorge era stato concepito già originariamente come spazio polifunzionale con sale per scherma, boxe, studio medico, biblioteca; nel 1937 si sono aggiunte le piscine, disegnate dall’Ing. Lorenzo Secchi. L’ex Centro Balneare Caimi è stato riqualificato per mano di Michele De Lucchi che, in collaborazione con un gruppo di architetti, ha ricomposto il complesso originario preservando intatte le piscine come bene monumentale vincolato. La struttura, dopo alcuni anni di chiusura, è tornata così ad essere, nel 2019, un punto di riferimento per la città ed è inclusa nel programma di attività del Teatro Parenti, tanto che da piscina di giorno, si trasforma in palcoscenico per spettacoli, eventi, mostre e sfilate di sera.

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Photo credit: https://www.mariasvarbova.com/swimmingpool-gnkl

Tra gli artisti contemporanei, c’è una giovane fotografa, Maria Švarbová che, con il progetto “Swimming Pool”,  racconta scene atemporali ambientate in tredici piscine di altrettante città della Slovacchia costruite in epoca socialista tra il 1920 e il 1970. Le piscine vecchie e spesso senza rifacimenti, a volte dismesse e senza acqua vengono animate da presenze umane ma quasi metafisiche; le nuotatrici galleggiano, si arrampicano, si presentano in evoluzioni e movimenti quasi scollegati dalla realtà, rendendo l’immagine viva ma immobile; in questa dualità sia figura umana che architettura vengono valorizzate e le piscine diventano un simbolo del tempo che sembra essersi fermato.

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