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“Casa DLM” raccontata da DEL MONACO LORENZONI

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DEL MONACO LORENZONI è un progetto, è uno studio. Nel cuore di Milano. Marina Del Monaco e Paola Lorenzoni sono entrambe docenti d’Interior Design allo IED e si occupano di progettazione, d’interior, di retail, di design strategico e di CMF design. Entrambe credono che ogni luogo progettato debba costruire una relazione empatica con chi lo abita, lo percorre, lo vive, lavorano ad una sorta di “ergonomia emotiva” e si soffermano sulle qualità impalpabili che disegnano la “personalità” di un ambiente: il contenuto poetico, immateriale che suggerisce e guida il posto che occuperà nelle vite e nelle storie delle persone che lo abiteranno.

alt: "materialiedesign-progetti-architetti-DLM-CESATE-delmonaco-lorenzoni-studio-nicama-living-cucina"Photo credits: STUDIO NICAMA

Che ruolo ha la casa per voi oggi? 

La casa, il rifugio per eccellenza, non è  ormai più solo uno spazio funzionale bensì è soprattutto un’idea, uno stato d’animo, è il “sentirsi a casa”. La ricerca di benessere emotivo trova le sue radici in gesti e ritualità semplici. l luoghi dove si compiono i gesti della ritualità diventano luoghi privilegiati. Gli spazi che abitiamo, che attraversiamo, che respiriamo non sono mai solo dei “perimetri fisici”, dei contenitori (se pur funzionali e ben proporzionati) ma sono di volta in volta il nostro rifugio, il nostro palcoscenico, la nostra storia. Il nostro territorio reale ed emozionale.

alt: "materialiedesign-progetti-architetti-DLM-CESATE-delmonaco-lorenzoni-studio-nicama-dettaglio-scala"Photo credits: STUDIO NICAMA

Casa DLM è dunque tutto questo?

Crediamo che il nostro compito oggi sia proprio quello di restituire ai luoghi la loro vocazione intima, emotiva, cercando d’interpretare nel modo più corretto le ritualità che in essi si svolgeranno. Questa casa sui colli piemontesi è stata scelta da una giovane coppia. E’ stata scelta perché è un luogo raccolto e luminoso in cui si sono sentiti “a casa”. Il progetto di ristrutturazione ha voluto portare le identità dei nuovi proprietari dentro il perimetro domestico e tradurle in gesti, materie, luce e cromie.

alt: "materialiedesign-progetti-architetti-DLM-CESATE-delmonaco-lorenzoni-studio-nicama-dettaglio-postazione-studio"Photo credits: STUDIO NICAMA

Avete parlato di materia, luce, cromie; come le avete scelte?

Oltre ad una distribuzione delle funzioni razionali, la scelta delle materie e delle palette cromatiche è stata uno degli elementi cardine di progetto. Gli ambienti sono essenziali e ricercati, le nuance sono quelle calde e sofisticate di un rosso profondo a cui si affiancano toni più freddi: un grigio che ha in sé i toni del cielo e un tono morbido con un’ombra di rosa. Nel living, a terra, è stata scelta una pietra lavica come omaggio alle origini siciliane della padrona di casa.

alt: "materialiedesign-progetti-architetti-DLM-CESATE-delmonaco-lorenzoni-studio-nicama-dettaglio-bagno"Photo credits: STUDIO NICAMA

C’è un comune denominatore che, nei diversi progetti, definisce la palette cromatica?

Vogliamo sottolineare la nostra predilezione per il colore, è qualcosa che è parte di noi, forse in quanto italiane, cresciute con le cromie del territorio, profonde, miste, luminose. Così il rivestimento dei bagni cessa di esistere per il suo solo valore decorativo ma diventa medium, messaggio e inizia a sussurrare storie ancora una volta legate alla luce e ai toni delle acque dei mari cha bagnano la Sicilia.

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Photo credits: STUDIO NICAMA

Sembra che, dei materiali, vi intrighino molto più la poesia ed alchimia che non le caratteristiche tecniche; è così?

La materia rivendica, oggi più che mai, la sua capacità di essere “medium comunicativo”. Assaporiamo il piacere di sfiorare una superfice o lasciamo che lo sguardo si soffermi là dove la luce per un attimo si rapprende, su un tessuto o su un dettaglio della materia. Cerchiamo un nuovo rapporto empatico con ciò che ci circonda. Ettore Sottsass diceva che “La casa è la ricostruzione dello spazio dell’universo […], Che L’architettura è sempre stata e oggi è più che mai un rito magico: tutte le volte che si perde la realtà magica dell’architettura si perde anche l’architettura”.

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