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La materia come punto di partenza nelle fiere internazionali di design

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Negli ultimi anni, Maison & Objet a Parigi e IMM Cologne hanno progressivamente spostato il loro baricentro: da semplici vetrine commerciali a dispositivi culturali, capaci di orientare il pensiero progettuale prima ancora che il prodotto. Letti attraverso uno sguardo attento, questi appuntamenti raccontano una trasformazione silenziosa ma profonda, in cui il design non si limita più a rispondere a un trend, ma assume la responsabilità di definire nuove basi materiali, etiche e sensoriali per l’abitare contemporaneo. (photo Credits copertina: Kvadrat)

alt: "materialiedesign-_Maison&Objet-2026-parigi-mostra-InMateria-ElizabethLeriche"Photo Credits: Maison & Objet, Mostra In Materia

A Maison & Objet, questo cambiamento è evidente nell’attenzione curatoriale riservata alla materia: materiali bio-based, rigenerativi, naturali o derivati da scarti vengono presentati non come alternative “green”, ma come nuovi linguaggi del progetto. Legni non trattati, fibre vegetali, impasti minerali, bioplastiche e superfici sperimentali entrano in scena attraverso installazioni e percorsi che privilegiano l’esperienza tattile e percettiva. Il messaggio è chiaro: la sostenibilità non è più una categoria a sé, ma una condizione di partenza, un alfabeto condiviso da cui il design può tornare a essere essenziale, sensibile, radicato.

alt: "materialiedesign-_Maison&Objet-2026-parigi-mostra-InMateria-ElizabethLeriche-dettaglio-materiali"Photo Credits: Maison & Objet, Mostra In Materia

Anche Paris Déco Off, nella sua dimensione diffusa e quasi domestica, rafforza questa visione. Nei tessuti e nelle superfici emerge una ricerca orientata alla riduzione del superfluo, alla qualità delle fibre, alla profondità delle texture. Qui la sostenibilità assume una forma intima e quotidiana: materiali pensati per durare, per invecchiare bene, per accompagnare il tempo invece di inseguirlo. È un approccio che riflette una nuova idea di lusso silenzioso, consapevole, profondamente umano.

alt: "materialiedesign-imm-cologne-fiera-design-colonia-2026_casalis_tappeto-sostenibile-fibra-bamboo"Photo Credits: Casalis, tappeto in fibra di bamboo

A Colonia, IMM Cologne interpreta lo stesso cambiamento con un linguaggio più sistemico e industriale. La fiera si presenta come un osservatorio sulla normalizzazione della sostenibilità: prodotti progettati per essere smontati, riciclati, ripensati; uso crescente di materiali naturali e riciclati; attenzione alla filiera e alla durabilità. Qui il valore curatoriale non sta tanto nello spettacolo, quanto nella dimostrazione che il design responsabile è ormai compatibile con il mercato o dovrebbe diventare lo standard di qualsiasi prodotto commerciale, non un’eccezione virtuosa.

alt: "materialiedesign-maison-objet-parigi-2026-InMateria-ElizabethLeriche-FineCraft-PascalOudet - TressagesPasSage"Photo Credits: Maison & Objet, Mostra In Materia

In questo senso, Maison & Objet e IMM Cologne non parlano solo di futuro, ma di presente necessario. L’approccio curatoriale che mettono in scena, attento alla materia, al contesto e alla responsabilità, non è più una visione radicale, ma una base comune da cui partire. La vera domanda che queste fiere sembrano porre oggi non è “quanto è sostenibile un prodotto?”, ma perché dovrebbe esistere un prodotto che non lo sia. Ed è proprio in questa normalizzazione silenziosa, quasi data per scontata, che risiede la loro forza più contemporanea.

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